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  • Diana Pintaldi

la mia arte


“Altri ci seguiranno, che con altrettanta audacia e altrettanto accanimento conquisteranno le cime da noi soltanto intraviste. Ecco perché̀ ci siamo proclamati i primitivi di una sensibilità̀ completamente rinnovata”.

Il Manifesto Futurista.

Ho studiato il movimento in molte delle sue sfere. L'ho studiato nel tempo, nello spazio, nella chimica, nell'anatomia, nell’emozione. L'arte pittorica tende spesso a voler imprimere sulla tela una forma specifica, un gesto, un istante. La mia ricerca artistica tende a riconsegnare all’istante il movimento di cui esso stesso era parte. Un dinamismo attivo simbolo di vita e di evoluzione continua, contro tutto ciò che porta alla staticità divenuta la grande malattia del nostro tempo (staticità del corpo, della mente, dell’economia).

Come pittrice non cerco la terza dimensione, ma la quarta (il tempo) e la quinta, il movimento interiore dell'anima che concretizza la visione, l'immaginazione.

Dipingo il corpo umano mosso dall’energia vitale dell’anima e dalle forze interne e esterne. Dipingo l’essenza delle cose in quanto vive, funzionanti o funzionali. Nulla di ciò che disegno è mai fermo, perché ciò che è fermo è impercettibile nel tutto. Perciò i miei personaggi e i loro “pianoforti” (oggetti dell’azione creativa) posseggono un loro movimento sospeso nel vuoto. Sulla tela l’immagine impressa può durare e modificarsi, iniziare e finire. E’ l’uomo che osserva che crea ed è padrone del tempo.

Uso l’essenza della forma come indizio per il senso del sentimento. Dipingo il conglomerarsi di un evento tralasciando il superfluo. Scelgo un linguaggio diretto a permettere allo spettatore di abbandonarsi alla ricerca del senso delle linee. E che lo faccia mettendo i dettagli che preferisce.


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